Le buone notizie non fanno notizia”: quante volte abbiamo sentito questa storia?

Le tragedie ci ricordano la nostra vulnerabilità, gli scandali ci indignano, i piccoli e grandi atti di meschinità di persone lontane da noi ci fanno sentire migliori (oltre che alimentare la fame di gossip che ognuno di noi intrinsecamente ha): e le belle storie che ruolo hanno?

Ispirano, danno speranza, ci stimolano a fare meglio per noi e per la nostra comunità: le buone notizie ci ricordano che, per quanti piccoli ci possiamo sentire in questo mondo pazzo, noi possiamo fare la differenza.

Laddove c’è una bella storia, tuttavia, c’è anche chi l’ha resa possibile: a volte ci imbattiamo in eroi solitari, che la sorte o il merito hanno reso eccezionali; in altri a fare la differenza sono gruppi di persone che senza fretta, ma senza sosta, si attivano per la collettività.

Sono proprio le associazioni benefiche, e i volontari che le animano, a scardinare quelle certezze incrollabili sulle quali spesso riteniamo basata la nostra società: l’homo homini lupus di hobbesiana memoria; l’idea che chi si ferma per aiutare gli altri sia destinato a restare per sempre indietro; che nessuno, ma proprio nessuno, possa essere davvero disinteressato.

Il volontario è la prova vivente che si può scegliere di aiutare gli altri senza avere un tornaconto personale.

Se le ricerche ci elencano motivazioni anche egoistiche che ci spingono all’agire volontario, il risultato non cambia:  fare del bene fa bene.

Il 5 dicembre di ogni anno si celebra La Giornata Internazionale del Volontariato (in inglese International Volunteer Day), così designata dalla risoluzione 40/212 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1985.

Lo scopo della giornata internazionale del volontariato è quello di riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo: il 2001  è stato proclamato Anno Internazionale del Volontariato, con la promozione di diversi progetti sostenuti da volontari; un’iniziativa bissata a livello europeo nel 2011, con l’Anno Europeo delle Attività di Volontariato.

E in Italia?  

Il nostro paese, a livello legislativo, ha avuto una precoce attenzione per il mondo del volontariato, con l’introduzione di una Legge Quadro per il Volontariato nell’agosto del 1991.

La 266/91 è nata a ridosso di alcune circostanze che avevano evidenziato come il volontariato riuscisse a rispondere ai bisogni del territorio prima, e spesso anche meglio, delle Istituzioni: negli anni 70 ed 80 già era stato evidente come l’iniziativa dei cittadini avesse creato dal nulla servizi fino a quel momento inesistenti, come i consultori familiari e le comunità per tossicodipendenti. Il terremoto in Irpinia del 1980 sancì definitivamente le competenze del volontariato anche in situazioni di estrema emergenza: da quel momento divenne chiaro che il ruolo dei volontari non poteva più essere ignorato, che le loro forze vive e dirompenti avevano bisogno di essere sostenute e aiutate a crescere.

L’allora Presidente del Consiglio Giovanni Goria istituì nel 1987 il Ministero degli Affari Sociali: questa prima presa di posizione istituzionale nei confronti del mondo solidale fu un’ importante premessa alla stesura della legge, avvenuta quattro anni dopo sotto il settimo governo Andreotti.

La “maternità” della legge 266/91 è da attribuirsi a Maria Teresa Vinci, che redasse il testo della legge:  fu tuttavia notevole il contributo dei volontari, che “suggerirono”  i contenuti della legge in occasione della Seconda Conferenza nazionale del Volontariato, svoltasi ad Assisi nel 1990.

La 266/91 ha un interessante primato, rimasto imbattuto dopo 20 anni: è stata infatti la prima ed unica legge nella storia della Repubblica a ricevere una standing ovation da parte dei parlamentari dopo essere stata discussa ed approvata all’unanimità. L’ovazione parlamentare rappresentò il dovuto riconoscimento alla forza del volontariato ed al ruolo che questo si avviava ad assumere nella società.

Oggi la legge 266/91 è stata sostanzialmente soppressa dalla nuova Riforma del Terzo settore, la legge 106/16: tuttavia, sebbene attualmente le disposizioni in essere abbiano carattere esclusivamente transitorio, sembra comune l’idea di valorizzare tutti i volontariati: non solo quelli afferenti alle organizzazioni di volontariato, ma a tutte le strutture che si avvalgono del contributo spontaneo e gratuito dei cittadini.

La comunicazione del volontariato

Pubblicità Progresso

Come dicevamo, delle buone notizie si parla sempre poco. Persino la più grande agenzia di Comunicazione Sociale d’Italia, Pubblicità Progresso, sembra non cogliere immediatamente la rilevanza del messaggio lanciato dal volontariato: l’effetto novità della 266/91, tuttavia, porta immediatamente i suoi frutti.

Nel 1991 viene infatti lanciata la Campagna “A favore del volontariato”, che si protrae anche l’anno successivo: Per realizzare la campagna fu svolta un’approfondita indagine presso il Ministero degli Affari Sociali con la collaborazione del prof. G. Calvi di Eurisko, finalizzata a iindividuare le principali aree a favore delle quali richiamare l’attenzione dei possibili volontari.

Testimonial d’eccezione della campagna, a sorpresa, Superman, in palese contrasto con l’head line: “Per essere utili agli altri non serve volare. Basta volere”. “Volontariato, lo straordinario di ogni giorno”.

volontariato pubblicita progresso

Nella seconda fase della campagna (inizio ’92) viene inserito il Numero Verde: con l’aiuto della Fondazione Italiana per il Volontariato, si fornirono maggiori informazioni sulle possibili associazioni cui rivolgersi. L’iniziativa riscosse notevole successo, con centinaia di chiamate ogni giorno.

Le campagne istituzionali

In Italia varie sono state le campagne patrocinate dalla Presidenza del Consiglio Dei Ministri tese a valorizzare il ruolo del volontariato: una delle più recenti risale all’Anno Europeo del Volontariato. La campagna Aiuta l’Italia che aiuta intende incentivare i comportamenti responsabili di partecipazione e di sostegno al volontariato: Il tema del messaggio è il dono inteso come dono del proprio tempo, delle proprie energie e affetti caratteristico dell’agire dei volontari, ma può anche diventare sostegno economico per supportare e rendere più agevoli ed efficaci le attività di volontariato. Il tema centrale della campagna è presente anche nel logo che evoca simbolicamente il gesto del dono attraverso le mani e le braccia che toccandosi formano un cuore al centro.

La campagna si svilupperà durante tutto il 2011 e sarà veicolata su tv, radio, stampa, affissioni e internet e anche nelle varie tappe del Giro d’Italia, approfittando della congiunzione tra Anno Europeo del Volontariato e Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.

I CSV e il progetto “Tanti per tutti”

Una delle principali novità della legge 266/91 è stata l’istituzione dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV), strutture nate, come recita la legge, per “la crescita della cultura della solidarietà, la promozione del Volontariato, la consulenza e l’assistenza qualificata a volontari ed associazioni, la formazione e la qualificazione,l’informazione e la documentazione”.

Buona parte delle campagne di comunicazione aventi ad oggetto il volontariato sono nate proprio nei CSV, che godono di un’ampia diffusione territoriale.

Come compendio delle diverse esperienze citiamo il progetto “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”, promosso dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio CSVnet a cavallo tra il 2015 e il 2016 con la partecipazione di   Fiaf – Federazione italiana associazioni fotografiche e Cifa – Centro italiano per la fotografia d’autore.              

L’idea da cui il progetto ha preso le mosse è stata quella di realizzare un documento fotografico sul mondo del volontariato in Italia, una realtà in continua evoluzione, che interessa milioni di cittadini, che ‘anima’ più di migliaia associazioni non profit, sparse da nord a sud, operative su tutto il territorio nazionale.

© Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

Da febbraio a dicembre 2015 700 fotografi, professionisti e non, con il supporto degli operatori dei Centri di Servizio per il Volontariato, hanno fotografato i volontari italiani durante le loro attività. Un lavoro collettivo che ha prodotto oltre 10 mila scatti, raccolti in 500 portfoli. Grazie ad un’accurata selezione, gli scatti più significativi hanno dato vita a questo portale: un archivio on line composto da più di 1400 immagini, indicizzate e rese disponibili gratuitamente a tutti coloro che sono interessati al tema.

Per approfondimenti:

http://presidenza.governo.it/DIE/attivita/campagne_istituzionali/XVI_Legislatura/volontariato_2011/index.html 

https://www.pubblicitaprogresso.org/it/campagne/campagne/a-favore-del-volontariato

http://www.tantipertutti.it/

Credits immagini di copertiva: © Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

Bonus track: Vuoi fare volontariato? Cerca qui il CSV piu vicino per chiedere informazioni. Se poi vuoi parlare con me, mi trovi a questo indirizzo.

Se vuoi avere un’idea di come lavoriamo in comunicazione, su www.storiedivolontariato.it troverai degli esempi.

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