Cosa leggere durante le vacanze? Ormai manca davvero poco al grande esodo e quei pochi di noi che ancora lavorano già stanno programmando come trascorrere al meglio le proprie villeggiature. Chi si fa prestare testi da parenti e amici, chi saccheggia la libreria sotto casa, chi riempie il proprio Kindle oltre ogni limite umano: la lettura è un piacere che per molti si esaurisce soltanto nei mesi estivi e che, in poche settimane, viene gustato voracemente.

Per quanto mi riguarda, da brava procrastinatrice seriale, l’ estate per me è il momento in cui tendo ad affastellare tutto quello che non riesco a fare durante l’anno e di solito in cima alla lista ci sono sempre quei 10-15 libri di cui tutti parlano e che io non sono riuscita neppure a preoccuparmi.

Quest’anno sono stata brava, e con un’organizzazione quasi militare sono riuscita a garantirmi una media di 3-4 libri al mese: un lusso che mi ha permesso anche di recuperare qualche classicone che avevo voglia di leggere da tanto e allo stesso tempo di restare abbastanza aggiornata sulle nuove uscite.

Nelle prossime settimane torneremo sul metodo che ho adoperato per ritornare a definirmi, dopo tanti anni, una lettrice accanita: nel frattempo mi godo il vantaggio sulla mia personale scaletta di marcia con una piccola selezione di testi pensata apposta per i comunicatori. Solo uno di questi è un manuale tecnico: perlopiù sono romanzi perché ehi, il fatto di lavorare in uno dei settori più onnicomprensivi di sempre non significa che bisogna lavorare e basta! Sette libri che permetteranno a chi lavora nel nostro campo di crogiolarsi nel dolce far niente senza tuttavia imbarbarsi completamente. Alcuni sono usciti di recente, altri in passato: tuttavia a mio avviso sono tutti testi che a dei comunicatori possono dare molto. Una sorta di compiti delle vacanze, diciamo. 

Cosa leggere, dunque, durante le vacanze? Andiamo!

Per imparare a fare storytelling potente su fatti di cronaca: 

Non posso che citare il mio ultimo amore: A Sangue Freddo, di Truman Capote,  (1966). Ammetto di aver trascurato per anni il buon Capote: di lui avevo letto solo Colazione da Tiffany (come tutte le ragazze un po’ tamarre nate negli anni ’80 ho avuto la mia brava Audrey Hepburn mania) e benché lo avessi apprezzato non mi aveva stregato al punto tale da insistere con altri testi. Solo quest’anno, complice un interessante corso di formazione promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, spulciando tra i vari testi suggeriti ho recuperato quello che oggi è considerato, a ragione, Il primo grande esempio di “Romanzo- Reportage” (in inglese: non-fiction novel)

Se oggi tutti i salotti buoni della comunicazione si riempiono di bocca di Storytelling (Siamo tutti NARRATORI! DI! STORIE!, come se poi una semplice cronaca fatta bene fosse un delitto), negli anni ’50 nessuno scrittore, soprattutto un mondano come Capote, si sarebbe arrischiato a sporcarsi le mani con la brutta brutta brutta cronaca nera (una scelta che costò peraltro allo scrittore molte accuse di voyeurismo).

E i fatti di cronaca raccontati in A Sangue Freddo sono effettivamente efferati: una classica e bella famiglia americana trucidata nel conforto della propria abitazione senza un’apparente perché. I fatti, avvenuti il 15 novembre del 1959, accesero l’immaginazione di Capote già il giorno successivo, quando un trafiletto del New York Times rese nota al grande pubblico l’eccidio dei Clutter.

Una tragedia che si era perpetrata nel cuore pulsante dell’America, fatta di lavoratori operose e di pie ragazze che a quindici anni cominciano a frequentare quello che sarà l’amore della propria vita. Il sogno americano stravolto, violentato, fatto a pezzi.

Prima che i responsabili della strage fossero catturati, Capote decise di arrivare sul luogo per scrivere sul crimine. Con l’amica d’infanzia e scrittrice  Harper Lee, interrogò a lungo le persone del luogo e gli investigatori assegnati al caso.

Gli assassini dei Clutter furono catturati nel corso della laboriosissima stesura del racconto, inizialmente pubblicato a puntate sul New Yorker nell’anno 1965 e solo successivamente pubblicato in un unico volume.

Capote lavorò per oltre sei anni al romanzo: sembra incredibile in anni come i nostri, nei quali con un click hai tutte le informazioni a portata di mano.

Capote, da bravo scrittore – giornalista, individua con fiuto eccezionale le fonti che daranno spessore narrativo al suo lavoro: la vivace postina, gli amici dei Clutter, coloro che hanno fatto la storia della cittadina di Holcomb. Eccezionali sono le descrizioni dei singoli personaggi: i vari membri della famiglia Clutter (dalla nevrotica Bonnie a Nancy la perfettina), i due assassini (il malinconico Perry e l’affascinante Dick), l’austero e corroso dal lavoro investigatore Dewey.

Una meravigliosa prova di scrittore, un esempio per tutti noi comunicatori (e una storia che sembra non essersi del tutto esaurita, come dimostra questo articolo)

Per leggerlo prima che sia troppo tardi, ovvero della trasposizione televisiva

Qui sembrerò l’ultima ad avere avuto un’illuminazione, ma vi posso garantire che moltissimi non hanno ancora letto la quadrilogia dell’Amica Geniale (2011-2014). Io stessa sono tra quelli che approfitteranno della pausa estiva per concludere la serie, della quale ho letto solo L’Amica Geniale (il primo capitolo, che dà il titolo all’intera saga) e Storia del Nuovo Cognome (il secondo volume).

Anzi, vi dirò di più: molti ignorano la stessa esistenza del fenomeno Ferrante. Quando ad autunno dello anno la mia città è stata scelta come location principale delle riprese della serie TV tratta dal romanzo (una megaproduzione RAI – HBO che arriverà sui nostri schermi ad autunno 2018) in molti si sono interrogati (con un’insistenza che ha lasciato perplessa me e buona parte delle persone che hanno una connessione internet) quale fosse mai la storia che, per mesi interi, ha tenuto in sospeso la nostra provincia.

Della Ferrante, ottima scrittrice che già ha ispirato film di successo, sappiamo quello che si mormora nei salotti letterari. Perlopiù la immaginiamo residente negli Stati Uniti (il che contribuirebbe a spiegare l’entusiasmo incontenibile degli Ammeregani per una storia che si sviluppa nella Napoli degli anni 50 per poi proseguire fino ai giorni nostri).

La storia di Lenù e Lila, due donne che si conoscono da bambine e resteranno avvinte per tutta la vita, racconta esemplarmente come l’amicizia, qualcosa che da sempre immaginiamo spontanea e naturale, possa rappresentare un evento assai complesso della nostra esistenza. Le due donne, determinate e brillanti fin dall’infanzia, si rincorreranno tutta la vita tra rivalità e dipendenza reciproca.

Perchè è importante leggere adesso L’Amica Geniale? Perchè siete comunicatori, e non potete rischiare di farvi trovare impreparati prima che la saga finisca davvero sulla bocca di tutti.

Per chi non ce la fa a mollare la presa neppure d’estate 

Lo so, vi vedo. Magari state cercando su Google “Cosa leggere durante le vacanze?”, forse state addirittura prendendo appunti su questo o quel romanzo. Invece state già cliccando sul carrello di Amazon per acquistare, finalmente, tutti quei manuali tecnici che bramate da tempo (qui c’è la mia wish list in continuo aggiornamento, se c’è qualche benefattore in giro…). Voi in realtà non vi chiedete cosa leggere durante le vacanze, lo sapete già da tempo. Se tuttavia foste uno di quei pochissimi comunicatori (anzi, comunicatrici: è un progetto al femminile) a non seguire l’ottimo Gruppo Facebook Progetto Blog potreste non aver ancora incrociato quella giovane signora tutta speciale che è Agnieszka Stokowiecka.

La bionda e delicata Stokowiecka è in realtà una tigre del blogging: un’esperienza nata nel 2013 con un blog in polacco sulla Valle d’Aosta, maturata poi negli anni con tanti tentativi, buone letture e gli inevitabili errori degli inizi. Nell’ottobre 2016 la Stokowiecka decide di mettere la propria esperienza al servizio di chi ha vissuto le sue stesse difficoltà e apre il Blog Combinando, una vera e propria Bibbia per aspiranti blogger.

Il tempo passa, il nome di Agnieszka comincia a circolare e la giovane blogger viene chiamata per un corso di formazione alla Biblioteca di Arvier in Valle d’Aosta: l’immensa mole di lavoro prelimiare al corso si trasforma tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 nel Manuale Appunti di blogging e di web marketing. Gli Appunti di Agnieszka rappresentano una guida fondamentale per chi ha quello strano pizzicorino nella punta delle dita che urla “BLOG!” ma non sa da dove cominciare: sono tuttavia una lettura assai utile anche per i giornalisti “tradizionali”, soprattutto per quelli da poco transitati al digitale.

Il Manuale di Agnieszka Stokowiecka, disponibile solo online, ha un prezzo di base di 20 euro: l’offerta minim a richiesta per l’associazione La Casa di Sabbia, la Onlus cofondata dalla stessa Stokowiecka peraiutare le famiglie con bambini disabili gravi abbandonate dal sistema. Una vicenda difficile, che la stessa Agnieszka vive quotidianamente in prima persona, con grandi difficoltà ma anche un invidiabile grinta.

Prossimamente uscirà la seconda parte del post: in arrivo atmosfere da Gomorra, matte risate e una storia molto “rinfrescante”.

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