• Gli uomini non si fanno il Bidet

Ammetto, con candore e innocenza, di aver diviso casa nella mia vita con pochi uomini,  E CHE TUTTI LORO SI FACEVANO IL BIDET. Così, in assenza di apparenti velleità, senza girare per casa roteando una salvietta sull’indice alla ricerca dell’approvazione altrui. Sono arrivata a credere che fosse un’abitudine piuttosto comune, un complemento all’igiene quotidiana che varcasse i confini dei gameti.

E invece basta accendere la Tv e SBAM! Fior di ginecologhe, di “dottoresse ma anche madri” (perché la maternità, ricordiamolo, ti dà 20 CFU extra in qualunque università, ti abbuonano pure un paio di esami), di cicliste con mai risolti pruriti intimi ti consigliano IL! FENOMENALE! PRODOTTO” LAVAPUDENDA!. Ora, mai che ci sia un uomo negli spot.

L’intrinseca femminilità del detergente intimo è ben illustrata dalla Lactacyd, che di recente ha optato per una campagna fotografica a dir poco didascalica (in copertina e anche qui sotto):

lactacyd-intimo-1024x520

L’immagine, ripresa da Giornalettismo, ci permette di introdurre anche la polemica che è scaturita da una scelta del tutto nuova per la pubblicità italiana.

La soluzione adoperata dai creativi Lactacyd è stata quella di utilizzare la parte per il tutto, suggerendo implicitamente l’applicazione topica del prodotto (cosa non scontata: vi ricordate i beveroni a base di Tantum Rosa?).

Molti hanno criticato questo tipo di scelta, che di fatto riconduce tutto l’essere donna ad una parte anatomica ben precisa: un punto di vista ragionevole, ma personalmente non la vedo così. Lactacyd intimo in fondo è un prodotto che ha UNO E UN SOLO SCOPO: da un certo punto ho addirittura apprezzato la “normalizzazione” di una sezione del nostro corpo che c’è, esiste, e per una volta non è rappresentata neppure in modo particolamente volgare.

I commenti più eclatanti, tuttavia, appartengono a queste categorie:

  • Quelli che “eh, ma che la nobilitiamo a fare, la f… è brutta” (marò, pure questo complesso dobbiamo tenere)
  • Quelli che “e per un detergente al maschile che faremo?” (il che riprende alla grande la domanda del mio articolo, ma anche un falso problema: ommioddio, come faremo a riprodurre un pene?)
  • Quelli che “Ma cos’è”?”

Scusate, devo riprendere il terzo concetto:  davvero c’è qualcuno che non riesce a capire a cosa alluda l’immagine? 

Certo, dobbiamo ammettere che la fisiologia riproduttiva femminile sia un tantino più complicata di quella maschile, non tutto è esposto, il termine “vulva” per molte donne è ancora assai confuso. Abbiamo roba dentro, roba fuori: un bel casino!

Tuttavia, come dicono gli esperti del settore: I MASCHI IL SEDERE NON SE LO PULISCONO?

Meno male che Chilly ha deciso di parlare agli uomini grazie a questo spot:

 

 

Un bel culo (accompagnato da un’evidente dismetria degli arti inferiori , povera ragazza a zoppicare così) ci invita a lavarci ai piani bassi. Peraltro apprendo (e qui sono senza giustificazioni, sono cresciuta con una madre e due sorelle, dovrei saperlo) che il momento del bidet è una specie di gioco di società, un momento di convivialità da condividere con le amiche più care! (non sappiamo se a un certo punto arriva un idraulico con un grosso tubo, ma non dimentichiamoci che IL RISCIACQUO è FONDAMENTALE!)

Grazie, Chilly, grazie: adesso sì che gli uomini comprenderanno il messaggio!

(Volete comunicare alla Chilly quanto avete apprezzato questo spot? A questo link  troverete il bell’articolo di Arianna di Occhio allo Spot sulla questione nonché i riferimenti da contattare. Io l’ho già fatto <3)

 

 

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